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mercoledì 25 gennaio 2012

"Azzardopoli", il dossier che parla di mafia e gioco d'azzardo

Dieci milioni di euro di fatturato illegale e ben 41 clan coinvolti. Legalmente nel 2011 il gioco d’azzardo ha prodotto circa 76,1 miliardi di euro, 1 miliardo e 106 mila dei quali provengono solo dall’Emilia Romagna, ma secondo “Azzardopoli”, il rapporto pubblicato da Libera, lo Stato non è l’unico ad arricchirsi grazie al “passatempo” preferito dagli italiani. Nel 2011 infatti le mafie si sono infiltrate nel settore al punto da divenire l’undicesimo concessionario occulto del Monopolio di Stato, attaccando tutto il paese indistintamente da Chivasso a Caltanissetta, passando per la via Emilia e la Capitale”.

I nomi sono sempre quelli, i Casalesi, i Bidognetti, i Mallardo, i Santapaola, gli Schiavone. Quelli e molti altri, che agiscono sottobanco adattandosi ai picchi di un settore che non conosce crisi e che conta ormai 800.000 persone dipendenti, cioè giocatori compulsivi, 2 milioni di italiani a rischio e uno Stato che, secondo Don Luigi Ciotti “dovrebbe proteggere i cittadini con una legislazione” che al momento manca.

Perché anche la mafia si rinnova. “Il gioco d’azzardo” spiega Daniele Borghi di Libera Emilia Romagna “è ormai una modalità molto diffusa per riciclare il denaro sporco e in parte ha sostituito le vie più tradizionali, l’usura e il pizzo. Oggi si ricorre alle macchinette installate nei negozi, soprattutto nelle tabaccherie. La gente ci gioca e generalmente perde, ma gli incassi non vanno allo Stato come dovrebbero, bensì alla criminalità organizzata che le controlla”. E la liquidità prodotta tramite questo sistema aumenta esponenzialmente di anno in anno.

E i metodi per “entrare a far parte del gioco”, come denuncia il report, sono molti, a partire dalla infiltrazioni nelle società di gestione delle Sale Bingo, dei punti scommesse o costringendo i negozianti a noleggiare macchinette contraffatte. E poi il calcio scommesse, che da solo vale circa 2,5 miliardi di euro, le bische clandestine, l’ippica, il racket delle slot machines. “E non ultimo quello dell'acquisto, da parte dei clan, dei biglietti vincenti di Lotto, Superenalotto, Gratta e vinci. I clan sono pronto infatti a comprare da normali giocatori i biglietti vincenti, pagando un sovrapprezzo che va dal 5% al 10%: hai vinto mille euro, la mala compra quello stesso tagliando a mille e cinquanta euro”. Una sistema “lavatrice” molto diffuso, che ripulisce velocemente il denaro proveniente da altri affari illeciti.

Un titanico giro di soldi che ha allertato, solo quest’anno, ben dieci Procure in tutta la penisola, tra cui Bologna, con indagini e operazioni delle forze di polizia effettuate in 22 città, arresti e sequestri direttamente riferibili alla mafia. Complessivamente nel 2010 sono state 6.295 le violazioni riscontrate della Guardia di Finanza: oltre 8.000 le persone denunciate, 3.746 i videogiochi irregolari sequestrati, alla media di 312 al mese. E 1.918 i punti di raccolta di scommesse non autorizzate o clandestine scoperti (più 165% rispetto al 2009). Dati che preannunciano un 2012 in salita e una lotta tra guardie e ladri che si fa sempre più accesa, in palio un bottino che vale circa il 4% del Pil nazionale.

L’Italia è infatti il terzo tra i paesi in cui si gioca di più al mondo, prima in Europa, e analizzando i dati riferiti ai mesi di ottobre e novembre 2011, il primato per il fatturato legale prodotto dall’azzardo spetta alla Lombardia, con 2miliardi e 586 mila euro, seguita dalla Campania con un miliardo e 795 mila euro.

In Emilia Romagna, quinta nella classifica delle regioni dove si gioca di più, la situazione è già catalogabile come emergenza e i dati parlano chiaro, le mafie ci sono e sono potenti. E se il clan dei Bidognetti, secondo il rapporto di Libera, è il più attivo nell’azzardo locale, non mancano certo altre ‘famiglie’, produttive in maniera più o meno sensibile, ma presenti. In provincia di Modena, ad esempio, il clan Schiavone, corrompendo due agenti di custodia, gestiva dal carcere due bische clandestine che fruttavano ai Casalesi circa 200.000 euro mensili e, sempre secondo l’associazione che da anni si dedica alla lotta antimafia, la riviera romagnola è ormai assediata.

Ma il bilancio è reso ancor più preoccupante dalle statistiche relative al numero di giocatori coinvolti, per una spesa procapite che oscilla da 600 a 1260 euro al mese.

“E’ facile illudere la gente che grazie a una monetina da 1 euro si possono raggiungere vincite miracolose” ha aggiunto Borghi “e il successo di questo settore è visibile un po’ in tutte le tipologie di gioco, comprese le scommesse, complice la crisi che genera disperazione e porta a fomentare le false speranze”.

La soluzione, secondo il rapporto di Libera, è nelle mani dello Stato, l’unico in grado di arginare un fenomeno che, secondo Don Ciotti, danneggia il paese prima di tutto a livello sociale.

“E’ necessaria una legislazione precisa che agisca da scudo in un periodo di difficoltà come quello che sta vivendo l’Italia” ha concluso Borghi, riprendendo le affermazioni sostenute da Libera Roma. “In assenza di norme che proteggano i cittadini contro un abuso, tutti sono potenzialmente a rischio non solo di fare il gioco della criminalità organizzata, ma di diventare giocatori patologici che, col tempo, potrebbero perdere la casa, il lavoro, la famiglia”.

Da Vermeer a Kandinsky, quattro secoli d'arte attraverso capolavori da tutto il mondo

Annibale Carracci, Van Gogh, Matisse, Picasso. Settanta capolavori provenienti da tutto il mondo in un viaggio lungo cinque secoli, dal cinquecento al novecento, per ammirare le eccellenze di un’epoca feconda e ricca di splendore. Un affresco raffaelliano a più tasselli, ricco di voci e tele, di tecniche e stili, di correnti e rimembranze quello plasmato dalla mostra Da Vermeer a Kandinsky, organizzata dalla Linea D’Ombra. Un’esposizione dedicata a illustrare il periodo d’oro della storia dell’arte contemporanea attingendo a quadri provenienti da ciascuna delle nazioni più di tutte contribuirono a dare lustro all’umanità.

Nazioni che nei secoli diedero i natali ad artisti del calibro del Canaletto, dei fratelli Carracci, di Velázquez, di Van Gogh o di Manet. Una collezione, a tratti inedita per l’Italia, composta di opere provenienti dai più grandi musei del mondo allo scopo di celebrare, ancora una volta, l’evoluzione dell’iconografia classica, un percorso fatto di impalpabili veli che sfumarono stili e correnti, che produssero il nuovo, il perfetto, il surreale. Che avviarono tendenze capaci di perdurare nel tempo, di percepire il clima internazionale estemporaneo e resistere immanenti ai mutamenti secolari della storia dell’umanità. Realismo e trascendenza, tratti pittorici che si assopirono e poi riemersero a bibbia per gli artisti contemporanei, persino per le correnti più lontane dai canoni storici.

Così di ogni nazione europea o americana selezionata si è scelto un secolo, o i secoli, di maggiore gloria e si è data la parola alle voci più rappresentative del periodo raccontato. “In questo modo” racconta Marco Goldin, il curatore “si ottiene una visione ampia e globale delle principali personalità che hanno indelebilmente segnato il corso della storia dell’arte degli ultimi cinque secoli”.

Una sala per secolo, il viaggio nelle stanze di Castel Sismondo, la Rocca Malatestiana di Rimini progettata da Filippo Brunelleschi nel 1438, è tratteggiato di fermate eccellenti dove l’arte italiana è protagonista, arricchita però dai prestigiosi contributi internazionali di Spagna, America, Olanda, e di tanti altri paesi.

Il cammino artistico inizia con la pittura veneta del Cinquecento, felice unione tra le principali correnti che confluirono nella Repubblica di Venezia e che rappresentarono uno dei periodi storici più floridi di tutta l’arte italiana. Sulle rive del Canal Grande, infatti, dipinsero maestri del calibro di Tiziano, del Tintoretto e di altri maestri del territorio della Serenissima che, in quel secolo, si allargava alla Lombardia orientale.


Nella sala successiva è il Seicento italiano delle “barocche forme del barocco” e di Annibale Carracci, del Guercino, di Guido Reni ad essere protagonista. Poi il Settecento dipinto sulle tele del Tiepolo, del Guardi e dei grandi vedutisti italiani, Canaletto e Bellotto. La Spagna del siglo de Oro con Ve, Murillo e Zurbarán e ancora l’Olanda della Golden Age. Qui le atmosfere del tutto particolari della pittura nederlandese sono proposte dal capolavoro Cristo in casa di Maria e Marta di Vermeer, dalle tele del ritrattista Antoon Van Dyck e di Van Honthorst.

E ancora la sala dedicata all’Ottocento, al periodo in cui fiorì l’Impressionismo, il paesaggismo, la pittura delle sensazioni visive trasmesse dalla natura, dalla luce, dal cielo e in generale, dalla realtà circostante il cavalletto dell’artista. Il movimento di Van Gogh, Manet, di Monet e Degas, di Renoir, Sisley e Pissarro.
Ma l’Ottocento fu anche un’epoca molto importante per l’Inghilterra, che vide germogliare una propria individuale corrente artistica avviata dai lavori di Sir Joshua Reynolds, primo rappresentante di uno stile che nacque nell’isola grazie alle influenze italiane e fiamminghe.

Infine, il cammino si conclude nell’ultima sala, quella dedicata alla poliedrica pittura del XX secolo, solcata di tante correnti quanti furono i maestri che la storia ricorda, in Italia e in Europa. Qui la narrazione è parallela all’indagine sulla pittura del Novecento in America proposta nella mostra di San Marino, e vi regnano i quadri di Matisse, di Picasso, di Mondrian, di Bacon. E i grandi maestri De Staël, Morandi e naturalmente Kandinsky.

Settanta opere, anzi, capolavori in una vernice che racconta un percorso d’arte e di bellezza capace di appassionare il neofita, il critico o il curioso, di narrare “una grande lezione di storia dell’arte aperta e comprensibile a tutti”.

Stop ai contributi d'affitto. Dal 2012 i fondi saranno ridestinati.

A partire dal 2012 il contributo pubblico per l’affitto, destinato alle famiglie con un canone alto rispetto al reddito, verrà eliminato e saranno migliaia i cittadini colpiti da questa decisione. Almeno 6.500, cioè tutti coloro che hanno presentato domanda quest’anno. “A cui però si devono aggiungere studenti, fuorisede e le migliaia di situazioni di precarietà che la crisi sta potenziando” denuncia Mauro Colombarini, di Sunia - Cgil Bologna.

La notizia ha ricevuto conferma proprio nella giornata nazionale contro lo sfratto, quando i sindacati hanno incontrato il Prefetto per cercare di salvare una situazione destinata ad alimentare un già grave contesto di crisi. Se a maggio, con la chiusura del bando per il 2011, la cancellazione del fondo era solo un’ipotisi, data dalle risorse in costante diminuzione, oggi è ormai una realtà e gli operatori ora sono al lavoro per creare strumenti alternativi. Provvedimenti temporanei che però, oltre a non mettere d’accordo tutti, non saranno in grado di far fronte all’emergenza.

Le cause che hanno determinato questa nuova politica sono economiche e derivano, in primis, dai tagli apportati in questi anni dal governo. Il fondo, nato con la legge 438/98 e formato dai finanziamenti di Stato, Regione e Comune, è passato da 388 milioni a 143 milioni di euro in soli dieci anni, a fronte di un numero di domande che nel tempo è più che raddoppiato. A Bologna la situazione è in linea con la media nazionale. Le risorse erogate sono passate da 6 a 3 milioni, e il contributo del 2011 è stato di poche centinaia di euro a famiglia.

Vista l’esiguità delle risorse la Regione, che nell’ultimo anno ha ricevuto appena 11 milioni di euro, sufficienti a coprire solo una mensilità d’affitto, contro le cinque pagate all’avente diritto nel 2000, ha deciso di cancellare il fondo e ri-destinare ciò che si è salvato.

Così, a partire dal 2012, le risorse rimaste verranno rivolte, da un lato, a sostenere chi ha ricevuto dal tribunale lo sfratto esecutivo per morosità, potenziando il già esistente protocollo, che però è in grado di salvare dalla strada solo “un 10% di casi, ad essere ottimisti”. “Questo a fronte di una situazione sfratti – spiega Lidia Triossi, rappresentante Usb - che ogni anno si aggrava circa del 50%. Siamo oggi a oltre 3500 sfratti di cui il 95% per morosità, mentre le domande in graduatoria per ottenere una casa popolare crescono di circa 900 unità ogni sei mesi. Attualmente siamo a oltre 10mila richieste sul territorio bolognese”.

Dall’altro lato, si cercherà di potenziare la diffusione del canone concordato. Una soluzione che però esiste da anni e non ha mai dato grandi risultati. “Non solo perché si trovano pochi proprietari di appartamenti disponibili a stipulare questo accordo, ma anche perché spesso chi aderisce concorda comunque un canone troppo alto per la media”.

Inoltre, grazie alla manovra e alla rivalutazione delle rendite catastali, quest’agevolazione potrebbe addirittura sparire. Infatti, se in passato chi stipulava un accordo con il Comune per affittare il proprio immobile a un prezzo agevolato, era esentato dal pagamento dell’Ici, oggi potrebbe dover sborsare allo Stato l’Imu, l’imposta unica municipale, più alta della vecchia Ici e maggiorata dall’eliminazione del taglio all’aliquota ordinaria al 50%. Abrogando l’incentivo, le tasse per chi stipula un contratto calmierato aumenterebbero da un minimo del 204, fino al 324%. Di conseguenza, per ammortizzare l’impatto dell’imposta, i proprietari finirebbero per chiedere all’inquilino un affitto più alto del 30% circa.

“E’ scandaloso” commenta Colombarini “con tutti i soldi che la Regione usa per finanziare altri settori non si sono trovati 300-400 euro da dare alle famiglie in difficoltà. Le soluzioni che la Regione sta discutendo non sono efficaci, in più si stanno investendo tutte le risorse per soccorrere chi si trova in stato di emergenza, dimenticando la prevenzione. Se non aiutiamo le famiglie a pagare l’affitto o il mutuo, presto potremmo trovarci a fronteggiare migliaia di morosi e quindi di sfratti esecutivi. E’ impensabile che non si riceva aiuto finché non si finisce in mezzo alla strada”.

Dopo l’impegno preso del prefetto Angelo Tranfaglia di fungere da intermediario tra istituzioni e sindacati, anche la risposta dell’amministrazione potrebbe arrivare a giorni. La prossima settimana, infatti, i sindacati incontreranno a Palazzo d’Accursio l’assessore alle politiche abitative Riccardo Malagoli. “Abbiamo intenzione di appellarci al Comune” spiega Antonella Raspadori, della Cgil “e chiedergli di finanziare misure per sostenere sia il lavoro, sia il mantenimento della casa. A Budrio l’amministrazione ha già istituito un fondo simile, speriamo che anche a Bologna si possa presto ripristinare questo servizio”.

giovedì 10 marzo 2011

Presentazione di YoungaBOut Film Festival: e i ragazzi diventano registi.

È stata presentata questa mattina, in Sala Savonuzzi a Palazzo d’Accursio, la Quinta Edizione di YoungaBOut International Film Festival, la manifestazione dedicata al cinema contemporaneo attraverso la quale ragazze e ragazzi si cimentano, con il loro talento, nelle arti visive e nelle produzioni televisive. Momento di riflessione e di confronto, il concorso ha sempre rappresentato negli anni un’occasione per affrontare le tematiche legate all’adolescenza e alle questioni sociali di rilievo, come ad esempio l’inquinamento, il bullismo, l’esclusione sociale e il dialogo interculturale.



Il Festival, nato e organizzato dall’Associazione “Gli anni in tasca”, e appoggiato dalle istituzioni locali e nazionali, è un progetto che da sempre consegue un grande successo anche tra le realtà culturali del territorio emiliano - romagnolo, poiché rappresenta un mezzo per comunicare con le nuove generazioni e introdurle in questioni che spesso si trovano a vivere in prima persona.


YoungaBOut, quindi, non sarà semplicemente una competizione dedicata a film di lunga, media e breve durata, ma sarà un momento d’incontro e di riflessione tra culture e generazioni diverse. A valutare le produzioni in gara sarà una giuria composta da studenti e operatori del settore, che il 19 marzo premierà i progetti migliori in una serata dedicata alla musica con l’esibizione del Trio Karl Seglem, diretto dal sassofonista norvegese che musicherà dal vivoThe Last Norwegian Troll, del regista Pjotr Sapegin.



Presente alla conferenza stampa di apertura il Consigliere Regionale Maurizio Cevenini, rappresentante dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa, cuore e origine di moltissime iniziative dedicate ai giovani.

Da sempre sensibile sostenitore delle tematiche sociali legate ai ragazzi, nonché Mr Preferenze eletto da migliaia di persone nel corso delle ultime elezioni Regionali, Il Cev ha accettato volentieri l’invito di rappresentare la Regione all’incontro di questa mattina, raggiungendo la sala dopo aver celebrato un matrimonio in Sala Rossa e aver salutato calorosamente una scolaresca in gita da Strasburgo.

“I giovani e la legalità rappresentano un tema che vale moltissimo e che merita l’impegno dell’Assemblea Legislativa” ha commentato il Consigliere Cevenini “La produzione culturale e cinematografica è importantissima in questo momento, abbiamo poche occasioni di parlare con i giovani e questa è un’ottima opportunità”.

martedì 8 marzo 2011

Una poesia per l'8 marzo, al Centro Sociale 2 Agosto 1980. Il Cev porta Brecht


L’otto marzo, giornata dedicata alla Festa della Donna, è da sempre un momento di riflessione, un momento in cui rivolgere un pensiero a tutte quelle persone che vivono una situazione di disagio e di difficoltà. Donne, ma anche uomini, che nel mondo soffrono la fame, la sete, la discriminazione, sia essa per razza, religione o sesso.

Ogni anno in questa data Bologna si riempie di manifestazioni, di conferenze, di incontri per celebrare questa giornata o per parlare di solidarietà. Anche il Centro Sociale 2 Agosto 1980 ha voluto organizzare un momento di condivisione, reso speciale dall’invito rivolto ai partecipanti di portare un pensiero proprio o altrui sull’8 marzo, commemorazione nata dalla tragedia della fabbrica Cotton nel 1908.

L’iniziativa, intitolata “Ti leggo una poesia”, ha riscosso un grande successo, e oltre ad autori celebri, come Eduardo de Filippo, moltissimi partecipanti hanno interpretato versi propri, originali e di grande talento.

In prima fila, ad applaudire i neopoeti, anche Maurizio Cevenini, per tutti Il Cev, che ha offerto il proprio contributo ricordando le parole del grande Bertolt Brecht, leggendo ad alta voce la poesia dal titolo:

Amare il mondo

Ci impegniamo, noi e non gli altri,
unicamente noi e non gli altri,
né chi sta in alto, né che sta in basso,
né chi crede, né chi non crede.

Ci impegniamo:
senza pretendere che gli altri si impegnino per noi,
senza giudicare chi non si impegna,
senza accusare chi non si impegna,
senza condannare chi non si impegna,
senza cercare perché non si impegna.
Se qualche cosa sentiamo di "potere"
e lo vogliamo fermamente
è su di noi, soltanto su di noi.
Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi ci facciamo nuovi,
ma imbarbarisce
se scateniamo la belva che c'è in ognuno di noi.
Ci impegniamo:
per trovare un senso alla vita,
a questa vita
una ragione
che non sia una delle tante ragioni
che bene conosciamo
e che non ci prendono il cuore.
Ci impegniamo non per riordinare il mondo,
non per rifarlo, ma per amarlo.

Alle 18.30 inoltre, Piazza Maggiore ospiterà una manifestazione organizzata dalle ideatrici di "Se non ora, quando?", un incontro dedicato alle donne ma aperto a tutti, al quale parteciperà anche Il Cev.

martedì 22 febbraio 2011

A sei anni dalla scomparsa dell’ex Sindaco amato da Bologna nasce la Fondazione Renzo Imbeni “per un’Europa dei diritti”.

Ricordare e celebrare Renzo Imbeni per il grande contributo reso a Bologna nei suoi dieci anni da Sindaco è un dovere oltre che un gesto spontaneo, e festeggiare la nascita della Fondazione a suo nome è forse la maniera migliore per proseguire la strada da lui tracciata. Una strada basata sull'onestà, sull'impegno e sul rigore morale.


L'ex Primo Cittadino, scomparso sei anni fa, il 22 febbraio del 2005, sosteneva che "la passione politica deve essere tutt'uno con il disinteresse personale" e tutti, dagli alleati agli avversari, seppero riconoscere in lui un esempio da seguire ed ammirare.

Sindaco capace, presente per i cittadini ed interlocutore per tutti, Renzo Imbeni divenne Parlamentare e successivamente Vice Presidente del Parlamento Europeo, e i principio su cui nasce la Fondazione è stata presentata oggi, in Sala Farnese, sono i medesimi.


Integrazione, lotta contro il razzismo e la xenofobia. Questi gli obiettivi che costituiranno il fondamento dell'azione della Fondazione Renzo Imbeni "per un'Europa dei diritti", questo il pensiero dei suoi fondatori, Rita Medici Imbeni, Mariangela Bastico, Francesca Ratti, Andrea De Maria, Luciano Vecchi e Maurizio Cevenini.



Il Consigliere Regionale, ex candidato alla carica di Sindaco e attuale Mr Preferenze, in particolare, ha sempre colto l'occasione per ricordare un personaggio così illustre, capace di relazionarsi con i cittadini in maniera semplice e diretta, e di rendere Bologna una città “felice” anche negli anni di piombo, quando l’Italia era stretta in una morsa di terrore. Una sorta di predecessore della teoria della connessione sentimentale, quello stretto rapporto che Maurizio Cevenini da sempre intrattiene con la sua Bologna, la città che ama e in mezzo alla quale vive ogni giorno.



Presenti alla commemorazione dell'ex Sindaco i rappresentanti delle istituzioni, a partire dal Commissario Anna Maria Cancellieri che nel suo saluto ha sottolineato: "nel mio girare per Bologna il ricordo di Renzo Imbeni è adamantino, è un uomo che ha fatto tanto per questa città".

In prima fila anche la Presidente della Provincia Beatrice Draghetti e il Vice Presidente Giacomo Venturi, il Candidato per il centrosinistra Virginio Merola, Carla Faralli che ha portato il saluto del Rettore Ivano Dionigi, il Segretario Regionale del Pd Stefano Bonaccini e l'Assessore Regionale Patrizio Bianchi, che ha posto l’accento sull'importanza di ricordare ai giovani la necessità di studiare i diritti "perchè non c'è nulla di peggio in questa fase che banalizzare i problemi".


La Fondazione quindi si rifarà ai valori ispirati dall’attività di Imbeni e lotterà per un’Unione Europea più forte e democratica, per il rispetto dei diritti umani, sociali, dei minori, delle minoranze e delle donne e per una coesistenza pacifica tra le comunità. Un progetto ambizioso che, nel tempo, sarà un giovamento in primo luogo per le generazioni future.

mercoledì 16 febbraio 2011

Bologna Calcio: presentate oggi le convenzioni per le "Associazioni Rosso Blu"

Sono state presentate questo pomeriggio, alla sede della Banca di Bologna dell’Oratorio San Giovanni Battista dei Fiorentini di Corte Galluzzi, le convenzioni riservate a tutti coloro che hanno sottoscritto le “Associazioni Rosso Blu”.


Tali “newco” nacquero per sostenere la società in un momento di crisi dovuto alla pessima amministrazione di Sergio Porcedda il quale, dopo aver rilevato l’80% del pacchetto azionario della società BFC nell’estate 2010, fu deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale del Procuratore Federale, a causa di gravi irregolarità economico – finanziarie che portano la società sull’orlo del fallimento. Allo stesso modo anche la BFC venne deferita e a pagarne lo scotto fu proprio la squadra, privata di ben 3 punti in classifica da scontare in campionato.



Rimesso in vendita, il Bologna viene successivamente ceduto alla cordata di imprenditori denominata “Comitato Bologna 2010”, guidata da Massimo Zanetti per poche settimane, fino al 21 gennaio, quando il proprietario della Segafredo se ne va in disaccordo con alcuni soci. Ancora in crisi, la società sta perciò cercando di risollevare le sue finanze coinvolgendo l’intera città, dai tifosi alle imprese locali, che numerose stanno offrendo il loro contributo per salvare la storica squadra.



Le quattro associazioni, comprendenti artigiani, professionisti, tifosi e commercianti, affiancheranno la leader “Bologna 2010” nell’amministrazione societaria e tutti coloro che aderiranno riceveranno in cambio alcuni gadget rigorosamente rossoblù. Una spilletta, una pennetta usb, un orologio e un cappellino. In più, tantissimi sconti sugli abbonamenti per le poltrone dello Stadio.




Un grande impegno, insomma, da parte di tutti, in primis del Consigliere Regionale Maurizio Cevenini, quasi Presidente Onorario e grande sostenitore di questo sportivo simbolo cittadino.



Il Cev, come ormai amano chiamarlo i bolognesi, era presente alla conferenza stampa di oggi per dimostrare il suo incrollabile sostegno alla squadra, ricordando a tutti “che, mai come in questo momento, chi tifa Bologna deve avvicinarsi alla società, sostenere i suoi giocatori.



La risposta credo sia stata straordinaria, ma serve ancora un piccolo sforzo. In questo calcio dilaniato dalle crisi economiche delle società sta succedendo anche qualcosa di nuovo.

All’orizzonte si profila l’idea di portare nel mondo del pallone l’azionariato popolare, ovvero fare dei tifosi gli azionisti, i soci. E tra le prime società italiane ad aver pensato di intraprendere una strada così originale e coinvolgente, c’è proprio il Bologna calcio. Un tifoso può infatti diventare socio, aiutando così la squadra, i giocatori, lo sport.


Farlo è molto semplice: è nata un’associazione proprio a questo scopo, che si chiama “Futuro RossoBlù”, di cui io sono provvisoriamente presidente (e Andrea Mingardi è vice presidente), almeno fino alla prima assemblea dei soci, che eleggerà democraticamente il presidente ed il vice. Per aderire basta versare un minimo di 100 euro alla Banca di Bologna.



Questo non fa bene solo al tifo, alla squadra e alla società: non è un Bot, anche se il Bologna Fc ha in programma agevolazioni per i soci, e non sostituisce il tifo organizzato, ma si prende parte diretta ad un progetto. Fino alla fine Forza Bologna.