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lunedì 6 dicembre 2010

La strage del Salvemini. Maurizio Cevenini: “Un pensiero a quei ragazzi e ai loro genitori”

Erano tanti i presenti, questa mattina, all’Istituto Tecnico Salvemini per ricordare quei ragazzi scomparsi incomprensibilmente e improvvisamente in una giornata come molte, fra i banchi di scuola. Una partecipazione significativa per rendere omaggio a chi ha ingiustamente perso la vita, per condannare un fatto che molti con rabbia chiamano "strage" e non tragedia, per dire ad alta voce "mai più".


Scambiando due parole prima dell’inizio della Commemorazione, è facile incontrare qualcuno che ricorda ancora vividamente quel giorno così terribile, segnato da tanto sangue. Tanti vissero intimamente ciò che accadde alla succursale dell'Istituto Tecnico Gaetano Salvemini il 6 dicembre 1990, vent'anni fa ormai, a Casalecchio Di Reno. Qualcuno persino ebbe modo di scorgere l'aereo militare, fuori controllo, zigzagare nel cielo prima di centrare, con drammatica precisione, l'aula della 2A che inconsapevole faceva lezione.

E poi il boato, e 12 vite perse in un soffio. Deborah, Laura, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen, Alessandra.

Una vicenda per la quale nessuno ha pagato, una strage liquidata in tribunale come una semplice “fatalità”, un incidente insomma, come ce ne sono tanti.

E non importa che sia avvenuto all’interno di quello che dovrebbe essere il luogo sicuro per eccellenza, non importa che un aereo militare non avrebbe dovuto sorvolare un centro abitato, non importa nemmeno che la scuola era un edificio pubblico.

Quando fu istruito il processo contro il pilota e le persone coinvolte, queste vennero difese dell’Avvocatura di Stato. Ci furono tre gradi di processo, ma fu la Cassazione a decidere che nessuno aveva colpa, e lo stabilì proprio il 26 gennaio 1998, pochi giorni prima della Strage del Cermis, quando un aereo da guerra statunitense abbattè una funivia, causando la morte di venti persone.

E questa mattina, come ogni anno, la città, la Provincia e la Regione insieme si sono trovate per dedicare un minuto di silenzio ai ragazzi e alle loro famiglie, il cui dolore è ancora così vivo, testimoniato dalle parole di Roberto Alutto, Presidente dell'Associazione Vittime del Salvemini 6 dicembre 1990.

Accanto ai ragazzi provenienti da tutte le scuole del territorio, da Bologna a Sasso Marconi, e al Sindaco di Casalecchio Simone Gamberini, Vasco Errani, Governatore dell'Emilia Romagna, Beatrice Draghetti, Presidente della Provincia, Giacomo Venturi, Vice Presidente, Raffaele Donini, Segretario del Pd di Bologna, Virginio Merola, candidato democratico alle Primarie e il Professor Roberto Nicoletti, Delegato del Rettore per gli studenti.


Ciascuno ha portato il proprio contributo, parole di solidarietà e di affetto per una comunità ancora segnata dal dolore per quella tragedia così inspiegabile.

Per quella stessa sentenza inqualificabile che ha visto liquidare l'accaduto con troppa facilità, privando i cari di quei ragazzi non solo di una motivazione, ma di una qualsiasi forma di assunzione di responsabilità.

Tra i molti che hanno espresso la propria solidarietà, il proprio affetto anche Maurizio Cevenini, Consigliere Regionale del Pd: ‎6 dicembre 1990, 20 anni fa la strage di Casalecchio. Un pensiero a quei ragazzi e ai loro genitori”.

Perché nonostante tutto, nonostante la freddezza con cui lo stato ha protetto i militari anteponendoli alla sicurezza dei suoi cittadini, sui media e soprattutto su internet, le persone non dimenticano.

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