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martedì 4 gennaio 2011

Ventesimo anniversario dell'eccidio del Pilastro. Cevenini" Saremo in tanti, come sempre, per non dimenticare".

Sono già trascorsi vent'anni da quella sera di gennaio del 1991 quando il quartiere Pilastro di Bologna divenne un luogo di tragedia, un simbolo, quando tre giovani militari dell'Arma dei Carabinieri vennero massacrati a colpi di mitragliatrice.

I loro nomi erano Andrea Moneta, Mauro Mitilini e Otello Stefanini.

Una strage, un eccidio che ha segnato profondamente la storia della città, trasformando un quartiere già discusso in un macabro simbolo di terrore e di paura.

E questa mattina, come ogni anno, le istituzioni locali, le famiglie delle vittime, le forze dell'ordine e moltissimi cittadini si sono trovati per ricordare quei ragazzi brutalmente strappati dalla vita, sottratti alla loro quotidianità all'improvviso ed ingiustamente.

Così, dopo la messa celebrata alle 11.00 dal Cardinal Caffarra, presso la chiesa di S. Caterina da Bologna, il corteo si è recato al parco dedicato alle vittime della uno bianca per depositare qualche corona, e per ascoltare il suono triste della tromba solitaria suonata a lutto dai colleghi militari.

E alle 15.00, in via Zamboni 13, si è svolto un consiglio provinciale straordinario aperto a tutti, nato come invito alla città, nel corso del quale la mamma di Otello Stefanini ha ricordato a tutte le autorità la deplorevole facilità con la quale i detenuti ottengono sconti di pena, anche quelli che non li meritano, anche quelle persone che hanno massacrato decine di innocenti per divertimento, ignorando sdegnosamente il rispetto della vita umana.

Presenti alla giornata, stretti accanto alle famiglie dei tre ragazzi uccisi ormai vent'anno orsono, Maurizio Cevenini, Consigliere Regionale in compagnia dei rappresentanti del Pd, i candidati alle Primarie del centro sinistra Virginio Merola, Benedetto Zacchiroli e Amelia Frascaroli, Beatrice Draghetti, Presidente della Provincia e Giacomo Venturi, Vice Presidente della Provincia, Il Prefetto Angelo Tranfaglia, il Questore Luigi Merolla, e le più alte cariche delle forze dell'ordine.

Una cerimonia sobria ma intensa, caratterizzata da una forte presenza di bolognesi uniti per non dimenticare passi di una città che ancora e sempre graveranno sulle nostre coscienze.


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